In un’ansa del nervia, raccolta ai piedi del poderoso castello dei doria, c’è Dolceacqua: con le sue case di pietra grigia costruite l’una stretta all’altra coprono ogni spazio della collina. Il suo Ponte medievale supera il corso d’acqua e unisce il borgo antico nel suo sviluppo più moderno. Le prime notizie certe della storia del Borgo risalgono alla metà del Duecento quando i Doria acquistano Dolceacqua dai conti di Ventimiglia e ne fecero il fulcro della loro espansione territoriale. La posizione strategica, lungo la via di fondovalle, fece del Borgo l’oggetto di aspre contese tra i signori della zona. Saccheggi e scorrerie sembrano finalmente concludersi con la conquista da parte dei savoia.

Dolceacqua si compone di due parti: la terra, la parte più antica del paese, quella costruita in salita, aggrappata al castello, ed il borgo, sorto più tardi sulla pianeggiante Riva destra del nervia. Si entra nel nucleo primitivo percorrendo l’ardita schiena d’asino del ponte vecchio. Monet, affascinato dalla Armonia di questa architettura, la dipinse immersa nell’atmosfera di blu, verdi e gialli. Il borgo fu costruito con un impianto a semicerchi concentrici intorno alla roccaforte. Man mano che si sale la prospettiva sul tessuto costruttivo si fa più affascinante. Non si può che rimanere stregati di fronte alla geometria caotica e perfetta disegnata dai tanti archi di scarico, ballatoi sospesi e da 1000 passaggi inaspettati che compaiono ad ogni passo tra le case. 

Oltre alle fantastiche opere d’architettura, Dolceacqua spicca per la sua cucina tipica. Impossibile non citare le deliziose michette, un dolce che hanno fatto di questo paese un emblema per la gastronomia del luogo, la michetta racconta una leggenda: ovvero che il crudele signore dei Doria, fosse stato così spietato da reclamare la mano della principessa Lucrezia e che lei, piuttosto che dargliela vinta, avrebbe preferito morire. Gli abitanti del borgo, allora, insorsero e costrinsero il tiranno a rinunciare per sempre al suo privilegio. La vittoria ottenuta fu salutata con una festa che si ripete ancora oggi quando il 16 agosto, le fanciulle regalano le michette, i caratteristici dolci a forma allusiva, ai giovani che, cantando e ballando, le chiedono a gran voce.

Se si vuole fare un viaggio ben fatto a Dolceacqua in estate, allora non dovete perdervi i fuochi d’artificio che si tengono ogni agosto per la festa del paese, durante la quale vengono serviti dolci in grande quantità.

ALTRE IMMAGINI DI DOLCEACQUA